Charlie Hebdo: dopo lo choc, due buone notizie e una lezione

Lo choc per la tragedia vissuta ieri dai colleghi della testata francese “Charlie Hebdo” JeSuisCharlienon è ancora superato e forse non lo sarà mai, ma a 24 ore dai fatti c’è un minimo di lucidità per apprezzare due belle notizie che arrivano da Parigi.

La prima è che il prossimo numero di “Charlie Hebdo” sarà in edicola mercoledì e sarà stampato in un milione di copie, contro le abituali sessantamila. A quanto si apprende, sarà un numero di otto pagine (al posto delle 16 abituali) realizzato dai giornalisti scampati alla mattanza.

La seconda buona notizia è che la solidarietà ricevuta del settimanale satirico da parte dei colleghi francesi non è stata solo formale. Tutte le testate transalpine sono uscite in versione listata a lutto, sia nell’edizione cartacea sia in quella digitale, minuti di silenzio sono stati rispettati in tutte le redazioni e decine di editoriali sono stati pubblicati a condanna dell’attentato, ma a questi gesti che potevano risultare scontati se non di circostanza, si sono aggiunte diverse azioni concrete.

Secondo quanto rivela il sito del quotidiano “Les Echos”, gli editori della stampa periodica francese hanno accettato di fornire un contributo da 250 mila euro, presi dal fondo “Presse et pluralisme” che gestiscono in modo congiunto. Su loro sollecitazione, Google ha accettato di versare un contributo analogo, preso dal suo fondo per l’innovazione digitale nella stampa.

La società di distribuzione Presstalis ha inoltre annunciato che non incasserà alcuna commissione sulla diffusione del
prossimo numero di “Charlie Hebdo”.

Anche le singole testate si sono mobilitate. Radio France, Le Monde, France Télévisions  hanno offerto i loro giornalisti per aiutare Charlie Hebdo a “continuare a vivere”. Messe da parte divergenze di opinioni e rivalità, grandi gruppi editoriali hanno offerto le proprie risorse umane e materiali per consentire ai colleghi di rimettersi subito in piedi. Già nei prossimi giorni la redazione satirica verrà ospitata provvisoriamente nella sede di “Libération” visto che i locali al 10 di rue Nicolas Appert sono sotto sequestro.

Nel comunicato viene indicata anche la motivazione: “preservare i principi di indipendenza e di libertà di pensiero e di espressione garanzia della nostra democrazia”. Valori in nome dei quali – dicono i media che hanno offerto il proprio aiuto a “Charlie” – le casacche  possono pure restare appese dentro gli armadi. Una lezione da imparare e da tenere sempre a mente.

 

LeMonde

 


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Informazioni su Giuliana Grimaldi

Sono nata nel 1983 a Catania, ma per colpa della Filologia moderna e del master in Giornalismo sono milanese da ormai una dozzina d'anni. Ho lavorato al quotidiano “Libero”, al canale economico finanziario Class Cnbc e per i siti Lettera43.it, Style.it, Linkiesta.it, Grazia.it. Sono stata curatrice e autrice per Piemme, Marsilio e Itaca Libri. Da nove anni sono coordinatrice e docente del corso di alta formazione "Il piacere della scrittura" dell’Università Cattolica di Milano. Faccio la giornalista per Tgcom24 e LinC. Dall’età di sei mesi ho deciso che dormire era un’attività inutile. Di notte è più bello essere funamboli e fare camminare sulla stessa sottile corda passioni e doveri.

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