Quei posti di lavoro che spariscono in silenzio

10847796_10152449714411367_1412972107240506465_nQuello che segue potrebbe sembrare un bollettino di guerra e forse lo è. In due giorni 49 tra giornalisti, fotografi e operatori televisivi hanno perso il lavoro. Qualcuno dirà che sono poche gocce che si perdono a confronto dell’emorragia di posti che affligge altri settori. Il problema è che si tratta di un trend che ormai va avanti da tempo senza che meravigli più nessuno:  per citare solo i numeri più impressionanti, in cinque anni 1000 colleghi hanno perso l’occupazione e un numero incalcolabile non l’ha ancora trovato, almeno in forma retributiva e contrattuale dignitosa. A fine 2014, solo in Italia erano 82 le testate giornalistiche a rischio chiusura per un totale di oltre 3000 posti di lavoro in bilico (dati Fnsi).

Veniamo alle ultime ore:

– Come riferito da Prima Comunicazione, Class Editori ha deciso di lasciare a casa i giornalisti di Class Tv, il canale 27 del digitale terrestre appena ceduto a Sky. Poco prima che SkyTg24 facesse la presentazione ufficiale del nuovo SkyTg24 sul dtt, “il gruppo di Panerai ha riunito i cinque giornalisti che da anni operavano in Class Tv, con un contratto Frt e sotto il coordinamento di Andrea Cabrini e Franco Tagliaferri, e gli ha comunicato senza troppi giri di parole che per loro non c’era più il posto di lavoro”. A quanto appreso da ReMedia, l’editore ha affermato che non ci sarebbe lavoro per tutti e verranno riconsiderate tutte le posizioni.

–  A Milano la storica emittente cattolica Telenova potrebbe essere messa sul mercato  da parte della Società Multimedia San Paolo lasciando così a casa 38 persone, 9 dei quali redattori. A quanto ricostruisce il Corriere della Sera, il primo interessato all’acquisto sarebbe Paolo Romani, capogruppo in Senato di Forza Italia che in passato fu editore televisivo con Lombardia 7, canale che trasmetteva programmi a luci rosse.

– Negli Stati Uniti Sports Illustrated ha annunciato il licenziamento degli ultimi 6 fotografi rimasti. Robert Beck, Simon Bruty, Bill Frakes, David E. Klutho, John McDonough e Al Tielemans sono stati informati ieri della decisione, confermata dal direttore della fotografia, Brad Smith.  I tagli insomma non risparmiano nemmeno una delle più famose e autorevoli riviste sportive del mondo, appartenente al gruppo Time Inc..

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page
crisi dell'editoria, editoria, fotogiornalismo, giornali tag: , , ,

Informazioni su Giuliana Grimaldi

Sono nata nel 1983 a Catania, ma per colpa della Filologia moderna e del master in Giornalismo sono milanese da ormai una dozzina d'anni. Ho lavorato al quotidiano “Libero”, al canale economico finanziario Class Cnbc e per i siti Lettera43.it, Style.it, Linkiesta.it, Grazia.it. Sono stata curatrice e autrice per Piemme, Marsilio e Itaca Libri. Da nove anni sono coordinatrice e docente del corso di alta formazione "Il piacere della scrittura" dell’Università Cattolica di Milano. Faccio la giornalista per Tgcom24 e LinC. Dall’età di sei mesi ho deciso che dormire era un’attività inutile. Di notte è più bello essere funamboli e fare camminare sulla stessa sottile corda passioni e doveri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *