IJF15, day one: vecchio giornalismo vs. social network

Un breve sunto degli eventi seguiti oggi.

  • Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, ha presentato il suo nuovo libro Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa. Alla domanda di un giovane che vorrebbe diventare cronista e ha chiesto indicazioni su come muoversi ha risposto:

    mario_calabresi

 

Vuoi fare il giornalista oggi? Diventa un protagonista del nuovo modo di raccontare: impara a maneggiare selfie, dati, infografiche, video, etc. Mandare un curriculum e quattro pezzi ben scritti non conta più nulla.

  • Andy Mitchell, responsabile News e Media Partnership di Facebook, ha tenuto un Keynote Speech sul rapporto tra la sua azienda e il mondo dell’editoria. Ecco gli appunti della sua prolusione:

Lavoro soprattutto con gli editori. Mi sono occupato di informazione da sempre. Ho cominciato in Cnn.com nel 1995, quindi lavoro da sempre nel web. Oggi diamo per scontato che i siti siano aggiornati in tempo reale ma all’epoca non era così ovvio. Nel 2010 sono entrato in Fb: ero una delle due persone che lavorava nel settore delle media partnership. Oggi lavoro con Liz Heron e Nick Wrenn (anche lui da Cnn, BBC e Reuters) e siamo molti più di tre. Stiamo provando a collaborare in modo stretto con le testate giornalistiche.

Andy_MitchellOggi 3 miliardi di video vengono visti su Facebook. In generale nei prossimi anni, la visione di video attraverso mobile crescerà di 14 volte. Per Pew Research il 30% degli americani usa Fb come fonte di news e il dato sale all’88% nel caso dei Millenials  che si informano in modo regolare via Fb. In Italia è il 71% dei giovani italiani a leggere notizie via Fb.

Quali sono le notizie più lette su Fb? Il meteo per esempio. Chris Cox, Facebook Chief Product Officer, sostiene che bisogna migliorare il modo in cui gli utenti leggono le news su Fb. Il caricamento dei link che portano ai siti è ancora lungo. Stiamo quindi lavorando per rendere più rapida e facile la lettura di notizie. Se la consultazione è veloce, maggiore sarà il numero di news consultate.

A proposito del Feed di News. Cosa fa? Connette, informa, intrattiene. I contenuti che visualizziamo sul nostro News Feed di Fb sono molto eterogenei: dai matrimoni ai bambini, ma anche news.

Di recente abbiamo lanciato un nuovo prodotto che si chiama InterestStories: vedrete pagine su quello che segnalate come vostro argomento di interesse. In alcuni paesi abbiamo lanciato anche Trending Stories.

Fb come piattaforma lavorativa: il giornalista Juergen Todenhoefer parla con soldati dell’Isis e il suo video è stato visto da 5 milioni di persone, 21mila commenti. quasi 55mila persone hanno condiviso quel contenuto sul proprio wall. E’ esempio di come i giornalisti possono farsi editori di sé stesi. Idem per Mehdi Hasan: usa propria pagina Fb per parlare della percezione del mondo musulmano nel mondo.

Victoria Derbyshure, presentatriche BBC, chiede a persone su Fb di partecipare al suo programma televisivo.

In che modo si può massimizzare la distribuzione delle proprie news sfruttando Fb? Un editore indonesiano realizza un format destinato proprio a Fb. Anche la BBC condivide propri contenuti via Fb. Vox che vuole fare explanatory journalism, cerca di coinvolgere utenti, e adotta una titolazione e un’immagine differenti per la condivisione dei pezzi su Fb. Nell’intervista con Obama hanno usato molte scritte sovrascritte a video perché del video fruito da mobile non sempre si può sentire l’audio se si è in metro o al lavoro.

Stiamo poi lavorando a quattro prodotti editoriali:

Interest Targeting: la storia viene inviatoa a un sottoinsieme della testata (individuato per sesso, località, età, etc). Questo tool aumenta l’engagment di 80 volte.

Post end date: permette di pubblicare un articolo decidendo quando il post poi scomparirà. Perfetto per le news per esempio precedenti un match sportivo.

Smart Publishing: consente di vedere agli editori quali sono i post che riscuotono molto successo.

Abbiamo anche lanciato gli analytics avanzati: gli editori possono scoprire che una storia ha avuto molto successo magari perché è stata seguita da un utente con molti amici.

Da poco abbiamo lanciato un gruppo News, Media & Publishing on Facebook dove proviamo ad ascoltare di più la voe degli addetti ai lavori.

Lo slogan con cui Fb affrontava il rapporto con l’attualità era fino a poco tempo fa: “Muoviti veloce e rompi le cose”. Ora il nostro nuovo slogan è “Muoviti veloce e costruisci le cose”.

Inevitabile parlare del progetto studiato da Facebook insieme ad alcune testate per consentire la fruizione diretta della notizia, senza passare dal link che porta alla testata: se l’utente arriva al contenuto in maniera più veloce, facile e immediata, alla fine ci guadagnano tutti, anche gli editori. Facebook comunque non può essere l’unica fonte di notizie per gli utenti: per noi sarà sempre complementare ad altri strumenti.

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