2016 da dimenticare per la stampa: 93 reporter uccisi nel mondo e 412 giornalisti minacciati in Italia

Racco412-minacciati-2016ntare quello che succede è ancora un mestiere rischioso: sono 412 i giornalisti e blogger italiani che nel corso del 2016 hanno subito intimidazioni, minacce e gravi abusi come ritorsione per il loro lavoro.  E se si guarda al resto del mondo la situazione non è migliore: 93 reporter e operatori dei media sono rimati uccisi quest’anno per motivi legati al loro lavoro.

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Guerra o pace tra Facebook e le grandi testate? L’opinione di C.A. Carnevale Maffè

Facebook sta per lanciare una nuova forma di fruizione dei contenuti giornalistici: d’accordo con alcune testate come il New York Times, BuzzFeed e il National Geographic, il social network di Zuckerberg promuoverà le news non più in forma breve, sotto forma di link che rimandano al sito del giornale vero e proprio, ma in forma integrale riconoscendo parte dei ricavati pubblicitari al gruppo editoriale che quel contenuto ha realizzato.

Del resto la piattaforma sociale che raccoglie quasi un miliardo e mezzo di utenti in tutto il mondo, è sempre più la porta di accesso alle news e in prospettiva sta per sostituirsi alle homepage dei quotidiani online. 11000166_10101991407959281_537574253649132160_nSarà una rivoluzione nel modo in cui fruiremo l’informazione o soltanto una delle mille forme di accesso che avremo a disposizione per sapere cosa succede intorno a noi?

ReMedia lo ha chiesto a Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore di Strategia e Politica Aziendale dell’Università Bocconi di Milano, esperto di tlc ed autore del saggio “Social network e modelli di business” incluso nel volume Web 2.0 (Edizioni Il Sole 24 ore).

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Quei posti di lavoro che spariscono in silenzio

10847796_10152449714411367_1412972107240506465_nQuello che segue potrebbe sembrare un bollettino di guerra e forse lo è. In due giorni 49 tra giornalisti, fotografi e operatori televisivi hanno perso il lavoro. Qualcuno dirà che sono poche gocce che si perdono a confronto dell’emorragia di posti che affligge altri settori. Il problema è che si tratta di un trend che ormai va avanti da tempo senza che meravigli più nessuno:   Continua a leggere