Nei panni di un rifugiato: l’esperimento mediatico della BBC

L’obiettivo che si prefigge BBC Media Action è di per sé molto ambizioso: “Cambiare le vite delle persone nel mondo attraverso gli organi di stampa”. Sul proprio sito, la onlus legata alla radiotelevisione britannica scrive: “Crediamo nel potere della media e della comuniYour phone is now a refugee s phone watch on a mobile YouTubecazione per contribuire a ridurre la povertà e sostenere le persone a comprendere i loro diritti. Il nostro scopo è quello di informare, collegare e aiutare le persone”. Poi arriva un video come quello intitolato “Your phone is now a refugee’s phone”, cioè “Il tuo cellulare è adesso quello di un rifugiato”, e quelle righe programmatiche acquistano tutta un’altra consistenza.

Continua a leggere

Periscope ucciderà il giornalismo?

In media 27mila video al giorno. Sono tanti i mini filmati diffusi su Twitter con l’hashtag #Periscope, l’app che dalla scorsa settimana permette a chiunque di trasmettere video in streaming dal proprio cellulare. Immagine

Neanche a dirlo: utenti impazziti in tutto il mondo per la possibilità di premere un tasto ed essere subito on air, a costo e fatica zero, al centro del palcoscenico mediatico, fosse solo per 15 secondi e non 15 minuti come promesso da Andy Warhol. A mostrare live il proprio cane, il frigo vuoto, il tramonto più bello mai ammirato, il carrello della spesa che si riempie mentre si è al supermercato, la metropolitana che arriva alla banchina. Continua a leggere