2016 da dimenticare per la stampa: 93 reporter uccisi nel mondo e 412 giornalisti minacciati in Italia

Racco412-minacciati-2016ntare quello che succede è ancora un mestiere rischioso: sono 412 i giornalisti e blogger italiani che nel corso del 2016 hanno subito intimidazioni, minacce e gravi abusi come ritorsione per il loro lavoro.  E se si guarda al resto del mondo la situazione non è migliore: 93 reporter e operatori dei media sono rimati uccisi quest’anno per motivi legati al loro lavoro.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Il NYT raccoglie e pubblica tutti gli insulti di Trump agli avversari

A prima vista può sembra un lungo elenco di necrologi ma non commemora nessuno, se non il defunto buon gusto: si tratta della sequenza di nomi che ha riempito interamente due pagine del “New York Times”. La lista raccoglie i nomi di tutte le persone che Donald Trump ha insultato via Twitter da quando la sua candidatura alla Casa Bianca è stata ufficializzata.

armando-arrieta-su-twitter-the-trump-insult-list-two-pages-in-today-s-nyt-https-t-co-mcegvo7kn9

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Nei panni di un rifugiato: l’esperimento mediatico della BBC

L’obiettivo che si prefigge BBC Media Action è di per sé molto ambizioso: “Cambiare le vite delle persone nel mondo attraverso gli organi di stampa”. Sul proprio sito, la onlus legata alla radiotelevisione britannica scrive: “Crediamo nel potere della media e della comuniYour phone is now a refugee s phone watch on a mobile YouTubecazione per contribuire a ridurre la povertà e sostenere le persone a comprendere i loro diritti. Il nostro scopo è quello di informare, collegare e aiutare le persone”. Poi arriva un video come quello intitolato “Your phone is now a refugee’s phone”, cioè “Il tuo cellulare è adesso quello di un rifugiato”, e quelle righe programmatiche acquistano tutta un’altra consistenza.

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Un telefono che non si può intercettare? Di Snowden il progetto per una cover anti spioni

Una cover per iPhone metterà al riparo giornalisti e reporter che lavorano in aree a rischio da ogni orecchio indiscreto. A sviluppare la custodia anti intercettazione è stato Edward Snowden, sì, proprio  l’ex informatico della Cia che con le sue rivelazioni ha dato il via al Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza di massa attuata da alcuni governi all’insaputa dei cittadini. Acr821342097496832-22981-582x625 Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Il Festival del NON giornalismo di Milano, l’evento che mette alla berlina la categoria

Un NON evento, con tanto di NON giuria e NON premio. Il Festival del NON giornalismo si terrà a Milano domenica 29 maggio all’insegna della negazione e soprattutto dell’ironia. Perché come spiega uno degli ideatori Andrea Montanari, “ogni tanto bisogna scendere dal piedistallo e smitizzare la categoria e chi si prende troppo sul serio”.

Immagine

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Wired Next Fest, a Milano il festival che guarda al futuro

Il tempo dell’innovazione, della medicina, della politica e della cultura, il tempo come dimensione stravolta dalla tecnologia, fra l’invenzione della ruota e lo smartphone: dopo il successo da 108mila presenze dell’anno scorso, il Wired Next Fest torna per la sua quarta edizione da oggi a domenica 29 maggio con la novità di un tema portante, il Tempo.

Immagine

Continua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Anche l’Italia ha un FOIA, un passo avanti verso la trasparenza della PA

Dal 16 maggio l’italia si è dotata di uno strumento giuridico già attivo in oltre 90 paesi che consentirà a chiunque di conoscere qualsiasi dato o documento in possesso della pubblica amministrazione, anche senza un interesse diretto.  Uno strumento equivalente a quello che nel sistema anglosassone è definito “Freedom of information act” (FOIA) e che farà cadere il muro di omertà dietro cui Guido_Romeo_ijf13_@rosybattaglia1finora si è trincerata la PA quando un giornalista o un comune cittadino hanno provato a inoltrarsi nei meandri della burocrazia e a pretendere risposte precise e trasparenti. Abbiamo chiesto un commento della nuova legge a Guido Romeo, giornalista co-fondatore dell’associazione no-profit Diritto di Sapere, che porta avanti la causa del FOIA in Italia, ed è parte dell’iniziativa Foia4ItalyContinua a leggere

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page