Oscar a CitizenFour: il Datagate diventa pop

Nella scintillante notte degli Oscar di 87th Annual Academy Awards - ShowLos Angeles non ci sono stati solo gli abiti da sogno delle star e i flash sul red carpet. Per qualche minuto hanno trovato l’attenzione dei riflettori pure temi seri che toccano tutti e sono state pronunciate parole molto pesanti come diritto alla privacy e libertà individuale.  La statuetta come miglior documentario a “CitizenFour” quindi non può che essere accolta con un sospiro di sollievo. 

La pellicola di Laura Poitras (già vincitrice del Pulitzer con Glenn Greenwald e Ewen MacAskill) racconta la vicenda umana e mediatica di Edward Snowden  e porta finalmente il Datagate fuori dall’orbita degli addetti ai lavori e dei talebani dei diritti individuali.

Con il riconoscimento hollywoodiano, la storia della “talpa” che ha svelato come l’Nsa spiasse praticamente tutto e tutti con la complicità dei maggiori colossi informatici, diventa finalmente argomento mainstream. La speranza è infatti che adesso “CitizenFour” ottenga una diffusione capillare e venga distribuito anche in paesi come l’Italia dove – a parte poche eccezioni – il “Datagate” è stato raccontato troppo poco e senza coscienza della gravità dei fatti.

Come ha dichiarato la stessa regista Poitras ritirando il premio: “Le rivelazioni di Edward Snowden non solo espongono una minaccia per la nostra privacy, ma per la nostra stessa democrazia. Quando le decisioni che ci governano sono prese in segreto perdiamo il potere di controllare e governare noi stessi”. Adesso non ci sono più scuse per ignorare quanto è avvenuto e abdicare al diritto di scegliere come e da chi vogliamo essere governati.

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